Bere un caffé decaffeinato al bar è spesso una esperienza deludente. È questa la base su cui si poggia la solida idea, di molti, che decaffeinato sia sinonimo di caffé cattivo, di una miscela a cui, oltre la caffeina, sia stata tolta anche tutta la verve e la sostanza, lasciando così, per maleficio, solo una sciaquatura brodosa.
Eppure non è così. I processi di decaffeinizzazione attuali sono molto perfezionati, e veramente tolgono al caffé solo la caffeina, e la caffeina non ha direttamente a che fare con il corpo dell’espresso.
Premesso che anche il caffé decaffeinato può esser fatto con una miscela buona o cattiva, e quindi avere come base un prodotto di buona o cattiva qualità, e generalmente il modo in cui il decaffeinato è proposto dalle aziende a farne scadere dolorosamente la qualità. Il decaff è generalmente venduto ai bar macinato in bustina, e qui cominciano i dolori.
Per prima cosa: la dose per l’espresso è codificata in 7 grammi le bustine di decaf di solito non superano i 6; ne sanno qualcosa i baristi che quando vanno a pressare il deca si rendono conto di non riuscire a farlo bene, perchè troppo poco. Il secondo motivo è che si tratta di caffè già macinato, e chi ci dice se quella macinatura vada bene per il nostro locale, quel giorno e con quel clima?
L’ideale sarebbe naturalmente averlo in chicchi e macinarlo fresco al momento, e mi permetto di dire che è proprio quello che fà la torrefazione Mokaflor che oltre al deca in chicchi è in grado di fornire al bar un macinino a erogazione diretta, per macinare i chicchi al momento.
Date un occhiata nel video a come funziona il macinino a erogazione diretta.
Naturalmente Mokaflor fornisce anche i pannelli grafici che spiegano al cliente, in maniera chiara, come il deca viene preparato nel nostro bar, perchè fare qualità non è nulla se non riusciamo a comunicarla.




