Della via italiana del caffé ormai tutto sembra essere conosciuto, non c’è angolo di ogni città, in ogni parte del mondo che non prometta un vero espresso, accompagnando magari la promessa con il marchio di un famoso caffé italiano.
Eppure, come in un grande casata, è sufficiente accostarsi più da vicino al mondo dell’espresso per capire quanto superficiale e limitata ai luoghi comuni sia la nostra conoscenza.
Per esempio c’è un quasi dimenticato e magnificamente italiano aspetto nel caffé tricolore: l’espresso preparato nel bicchiere di vetro.
Nei bar italiani, lo sappiamo, è facile sentire ordinare un “caffé al vetro” all’ordinazione semplicemente il barista preparerà il caffé non nella tazzina di porcellana ma nel classico bicchierino conico in vetro.

Ci vuole poco a capire che ordinare un caffé al vetro in Italia sia ormai un pochino “Dandy”, e se una volta era comunissimo (in molti paesi di montagna nemmeno esistevano le tazzine) adesso chi lo ordina a volte aspira ad un aura di classica eleganza…
E questa eleganza si ritrova interamente nel gesto e nel godimento dell’espresso; cosa c’è di meglio infatti che godere attraverso il vetro del colore e della tessitura della crema color nocciola? E ancora sentire il calore intenso toccando il bicchierino con la punta cauta delle dita, magari stando attenti a toccarlo solo sui bordi per non scottarsi; oppure prenderlo con tutte le dita avide, quando queste sono intirizzite dal freddo esterno..
L’italia insegna ancora in eleganza?
Qualcuno dice anche che il caffé in vetro è più igienico, perché la porcellana, più porosa, tenderebbe a trattenere più sporco…. Onestamente non l’ho mai notato…





[...] Il caffé al vetro [...]
il caffè al vetro è un usanza tipicamente romana e viene ordinato quasi nella sua totalità da coatti,il caffè va preso in tazza che mantiene piu a lungo la temperatura ideale,è un vezzo tutto romano,se vai dopo viterbo e lo ordini ti guardano tutti strano.